Dove la costa ionica si incurva verso il tacco d'Italia, una torre di guardia si erge sulla scogliera come un testimone silenzioso di secoli. Torre Vado prende il nome da questa struttura cinquecentesca, costruita per avvistare le vele ottomane e i corsari barbareschi che minacciavano il Regno di Napoli. Oggi la torre osserva qualcosa di molto più sereno: famiglie che si tuffano nelle acque basse, pescatori che riparano le reti, e visitatori che rispolverano l'arte del dolce far niente.
Pietre che raccontano secoli di difesa
La torre stessa è un capolavoro di architettura militare pragmatica. Costruita in pietra leccese dorata, con mura spesse e finestre strette, rappresenta un'epoca in cui l'Adriatico e lo Ionio erano autostrade per commerci e incursioni. Anche se non è possibile salire all'interno, camminare attorno alla base permette di ammirare i dettagli consumati dal vento salmastro e panorami che dovevano tenere i guardiani costantemente all'erta.
Il litorale circostante è un mosaico di scogliere basse di calcare, calette sabbiose e un mare così trasparente che si vedono i sassi a due metri di profondità.
Un mare che parla da solo
Le spiagge di Torre Vado sono il vero magnete per chi arriva qui. Il tratto principale è sabbioso e digradante, con lidi attrezzati che offrono ombrelloni e noleggio sup in estate. Ma basta camminare cinque minuti verso sud per trovare zone più selvagge, dove le uniche impronte sono le tue.
- Fondali bassi e turchesi perfetti per bambini e nuotatori alle prime armi
- Scogliere rocciose ai lati della baia, ottime per snorkeling e avvistamenti di ricci di mare
- Tramonti mozzafiato che tingono la torre di rosa e ambra
- Poca folla fuori da luglio e agosto, anche nei weekend
- Sentieri costieri che collegano Torre Vado a Pescoluse e Torre Pali
Il ritmo lento di un borgo marinaro
Torre Vado è piccola, tranquilla e piacevolmente senza pretese. Una manciata di ristoranti di pesce si affaccia sul lungomare, dove crudo di mare e polpo alla griglia arrivano senza troppi fronzoli ma con tutto il sapore del mare. Il borgo conserva un'aria dove l'estate sembra non finire mai, con reti da pesca che si asciugano al sole e il rumore più forte che viene dalle cucine delle trattorie a gestione familiare.
Se stai esplorando la costa meridionale, abbina la visita a Pescoluse—soprannominata le Maldive del Salento—o sali verso l'entroterra fino a Gagliano del Capo, borgo barocco arroccato sulle Serre. Tutta la zona premia chi esplora con calma, rivelando a ogni curva nuove spiagge o bancarelle di fichi appena colti.

