All'interno delle eleganti sale di Palazzo De Nicastri-Cavalli, nel centro storico di Lucera, il Museo Civico di archeologia urbana "Giuseppe Fiorelli" custodisce la memoria stratificata di una delle città più affascinanti della Puglia settentrionale. Non si tratta di una semplice raccolta di reperti: ogni frammento, ogni iscrizione, ogni moneta esposta proviene dal sottosuolo della città stessa, rendendo la visita un viaggio intimo attraverso i secoli che hanno plasmato queste strade.
Un museo che parla delle strade fuori dalla porta
La peculiarità di questo museo è il suo focus sull'archeologia urbana: tutto ciò che vedrai è stato ritrovato durante scavi edilizi, lavori stradali o interventi di restauro nel tessuto cittadino di Lucera. Ceramiche che contenevano olio d'oliva, iscrizioni che segnavano fontane pubbliche, monete che passarono di mano tra soldati e mercanti. Ogni oggetto racconta la vita quotidiana di chi ha abitato queste pietre.
I curatori hanno fatto un lavoro prezioso nel collegare i reperti ai luoghi esatti di ritrovamento. Così, uscendo dal museo, potrai camminare per le vie del centro immaginando dove sorgevano le terme romane o dove si affacciava il foro.
Da colonia romana a città di Federico II
Lucera fu fondata come colonia romana nel III secolo a.C., e i reperti più antichi statuette in bronzo, ceramica sigillata, frammenti architettonici testimoniano una città prospera e ben collegata. Ma il periodo più affascinante è quello svevo: nel XIII secolo l'imperatore Federico II insediò qui migliaia di musulmani siciliani, creando una comunità unica nell'Italia meridionale.
Le ceramiche smaltate e i lavori in metallo di quel periodo sono rari nella Puglia continentale e riflettono un incrocio culturale straordinario. Il museo conserva anche frammenti della cattedrale fatta costruire da Federico e del possente castello che ancora domina la collina sopra la città.
Cosa non perdere nelle sale
- Iscrizioni romane che nominano magistrati locali e dedicano templi a Giove e Minerva
- Ceramiche del periodo svevo, con rare decorazioni di influenza islamica
- Elementi architettonici recuperati da edifici demoliti, che mostrano il riuso della pietra attraverso i secoli
- Monete e oggetti personali anelli, spilloni, tessere da gioco che rendono vivi gli abitanti antichi
- Fotografie e mappe degli scavi, che aiutano a visualizzare il contesto di ogni ritrovamento
Abbinare la visita al castello e al centro storico
Dopo il museo, sali verso il Castello Svevo-Angioino, una delle più grandi fortezze medievali del Mezzogiorno. Dalle mura si gode una vista strepitosa sul Tavoliere, la grande pianura che rese Lucera strategicamente cruciale per secoli. Nel tardo pomeriggio, la luce radente accende i campi di grano e le pietre del castello di un'ocra calda.
Il centro storico è raccolto e tranquillo, con piazze silenziose e trattorie a conduzione familiare dove assaggiare caciocavallo podolico e agnello al forno. Lucera è lontana dai circuiti balneari questa è la Puglia interna, dove la storia è densa e il turismo non ha ancora sovrascritto la vita di ogni giorno.

