Tra le mura di pietra del Castello Medievale di Presicce-Acquarica, un'arte antica quanto le masserie circostanti prende forma tra le mani di chi ancora la custodisce. Il workshop sulle sportare è un'immersione nel mondo dell'intreccio del giunco, quella fibra vegetale che per secoli ha plasmato la vita quotidiana di Acquarica e dell'entroterra pugliese.
L'intreccio che racconta il territorio
Il laboratorio si svolge in una delle sale voltate del castello, dove la luce naturale illumina tavoli ricoperti di fasci di giunco essiccato al sole. Artigiani locali guidano i partecipanti attraverso ogni passaggio: dalla scelta delle canne più flessibili alla tecnica di intreccio che conferisce alle sportare quella robustezza inconfondibile. Il profumo del giunco secco si mescola all'odore della pietra antica, creando un'atmosfera sospesa nel tempo.
Non serve alcuna esperienza pregressa. La trasmissione del sapere avviene con pazienza, attraverso gesti lenti e parole misurate, proprio come accadeva nelle aie quando le nonne insegnavano alle nipoti. Ogni partecipante porterà a casa un piccolo manufatto, imperfetto forse, ma carico del valore di ciò che si crea con le proprie mani.
Perché le sportare sono l'anima di Acquarica
Le sportare non erano semplici cesti decorativi, ma strumenti di vita: trasportavano le olive raccolte, il pane appena sfornato, i panni diretti ai lavatoi pubblici. L'intreccio riflette l'ingegno contadino pugliese, capace di trasformare ogni risorsa del territorio in oggetto d'uso. Con il progressivo abbandono delle campagne, quest'arte rischiava di scomparire—ecco perché laboratori come questo rappresentano un ponte prezioso tra memoria e futuro.
La scelta del Castello Medievale come sede non è casuale. Questa fortificazione aragonese, con le sue torri che dominano il paesaggio di ulivi secolari, ha assistito all'evoluzione di Acquarica attraverso i secoli. Apprendere un'arte antica tra queste mura diventa un gesto di riappropriazione culturale, un dialogo silenzioso con chi ci ha preceduto.
Cosa aspettarsi dall'esperienza
Il workshop dura circa due ore e procede con un ritmo che favorisce la conversazione e lo scambio. Arrivate con spirito di curiosità, non di perfezione—la bellezza del fatto a mano sta proprio nelle sue variazioni. Abbigliamento comodo è consigliato: starete seduti ai tavoli da lavoro, con le mani impegnate e occasionalmente impolverate dalla pula sottile del giunco.
- Abbinate il laboratorio a una passeggiata nel centro storico di Presicce, celebre per i suoi frantoi ipogei
- Preferite il tardo pomeriggio, quando la luce dorata inonda il cortile del castello
- Chiedete agli artigiani delle diverse varietà di giunco—quello costiero e quello dell'entroterra hanno caratteristiche sottili ma distinte
- Verificate se è aperta la piccola raccolta etnografica del castello, con sportare antiche e attrezzi rurali
- Esplorate le chiese barocche di Acquarica, a pochi passi dal castello
Oltre le mura del castello
Dopo il workshop, Presicce-Acquarica si rivela come un territorio in cui la tradizione non è spettacolo ma pratica quotidiana vivente. La campagna circostante—un mosaico di uliveti antichi, muretti a secco e piccole masserie—conserva le texture e i ritmi che hanno plasmato arti come quella dell'intreccio. La costa ionica dista pochi minuti, offrendo un contrasto rinfrescante di brezza marina e aria salmastra.
Questa non è un'esperienza turistica patinata, ma un invito nel mondo paziente e manuale che definisce la Puglia più autentica. Che siate mossi dalla passione per l'artigianato, dal desiderio di scambio culturale genuino o semplicemente dalla voglia di creare qualcosa di bello dentro una fortezza medievale, il laboratorio offre un tipo raro di intimità con il luogo e la sua memoria.
