Nella piazza assolata di Galatina, città custode della mitologia della tarantella e dei suoi riti terapeutici, l'Ensemble TARANTICA riporta il passato prepotentemente nel presente. Non si tratta di una ricostruzione museale o di una fredda rievocazione storica: è una celebrazione viva e pulsante che strappa l'antica pratica del tarantismo dai libri di storia e la riporta sui ciottoli dove un tempo prosperava. La scaletta è un autentico parterre di ambasciatori culturali pugliesi: Alessandro Greco, Antonio Castrignanò, Sergio Muniz, Nonna Catina e DJ Seba, ciascuno con il proprio filo in questo vibrante arazzo di suono e racconto.
Dove il Ritmo Nacque
Galatina è da sempre l'epicentro del tarantismo, il rito danzante che si credeva curasse il morso del mitico ragno taranta. La Cappella dei Santi Pietro e Paolo, a pochi passi da Piazza San Pietro, accoglieva un tempo donne afflitte provenienti da tutta la regione, in cerca di sollievo attraverso movimenti frenetici e percussioni ipnotiche. Lo spettacolo di stasera non replica il rito, ma ne onora lo spirito, trasformando la memoria storica in un festival contemporaneo che risuona tanto per i locali che portano queste storie nel sangue, quanto per i visitatori desiderosi di comprendere le radici della tradizione popolare meridionale.
Un Cast che Unisce le Generazioni
Il programma della serata è volutamente eclettico, intrecciando generazioni e approcci artistici diversi. La maestria di Antonio Castrignanò nella pizzica e nel tamburello si affianca alle reinterpretazioni elettroniche di DJ Seba, mentre Nonna Catina incarna la tradizione orale che ha mantenuto vive queste storie attraverso decenni in cui il tarantismo veniva liquidato come superstizione. Alessandro Greco e Sergio Muniz portano presenza scenica e struttura narrativa, guidando il pubblico in un'esperienza che è insieme concerto, narrazione e celebrazione comunitaria.
Cosa Aspettarsi Sotto le Stelle
Piazza San Pietro si trasforma al calar della sera, con le facciate barocche del centro storico di Galatina che offrono uno scenario drammatico. La performance si sviluppa come un viaggio, iniziando dal contesto storico e costruendo verso i ritmi estatici che definivano il rituale al suo culmine. Aspettatevi momenti di riflessione silenziosa punteggiati da esplosive scariche di tamburi e danza, con il pubblico spesso attirato nel cerchio.
- Pizzica e tamburello dal vivo che fanno accelerare il battito con i ritmi tradizionali
- Segmenti narrativi che illuminano le dimensioni sociali e spirituali del tarantismo
- Stratificazioni elettroniche contemporanee che collegano rito antico e paesaggi sonori moderni
- Momenti interattivi in cui il confine tra performer e pubblico si dissolve
- Proiezioni visive che intrecciano immagini d'archivio con la performance dal vivo
Oltre la Piazza
Prima o dopo lo spettacolo, percorrete il centro storico di Galatina per tracciare la geografia fisica del tarantismo. La Basilica di Santa Caterina d'Alessandria, con i suoi straordinari affreschi, offre contesto sulle dimensioni religiose che si intrecciavano con la pratica popolare. Per un drink post-spettacolo, i bar lungo Via Vittorio Emanuele restano aperti fino a tardi, affollati di locali che dibattono sulla performance davanti a un caffè in ghiaccio. La città è perfettamente posizionata per escursioni giornaliere sia a Lecce che alla costa adriatica, rendendo questa immersione culturale il fulcro ideale per un'esplorazione più ampia del patrimonio folkloristico pugliese.
