Nel cuore di Surano, borgo arroccato sulle Serre Salentine, la prima edizione della Festa della Musica trasforma il sagrato della Chiesa Madre in un palcoscenico a cielo aperto. La Pro Loco ha voluto inaugurare l'evento con uno spettacolo dal respiro universale: Ave Maria da tutti i luoghi del mondo, ideato da Antonio Papa, che intreccia tradizioni musicali di ogni continente attorno a una preghiera millenaria. È un'occasione rara per ascoltare la stessa melodia sacra reinterpretata attraverso il jazz, il folk, la classica e linguaggi contemporanei, tutto in una sola serata.
Il sagrato come teatro naturale
Il sagrato della Chiesa Madre Maria Santissima Assunta è da sempre il salotto di Surano: qui si scambia il caffè del mattino, si chiacchiera al tramonto, si celebrano le feste patronali. Per questa sera diventa palcoscenico, incorniciato dalla pietra barocca color miele e dalla luce calda delle lanterne. Il campanile svetta alle spalle dei musicisti, stagliandosi contro il cielo che vira dall'azzurro all'indaco. L'acustica è sorprendentemente generosa: le mura antiche rimbalzano ogni nota creando un riverbero naturale che avvolge il pubblico.
Un viaggio tra suoni e culture
La visione di Antonio Papa per la serata è ambiziosa: tracciare un itinerario dell'Ave Maria attraverso continenti e secoli. Ci si può aspettare di passare dagli arpeggi delicati di Schubert a un arrangiamento folk latino-americano, fino a una versione gospel che sconfina nel jazz. L'ensemble—voce, violino, pianoforte, sassofono e percussioni—cambia ruolo di brano in brano, ora in armonia corale, ora in dialogo serrato.
La scaletta multiculturale non è solo repertorio: è una conversazione. Un canto ortodosso russo può sfumare in una ninna nanna napoletana, mentre una sezione ritmica dell'Africa occidentale sostiene un canto piano francese. I musicisti invitano il pubblico a notare come culture lontanissime abbiano plasmato la stessa preghiera in espressioni radicalmente diverse di nostalgia, speranza e devozione.
Dettagli da cogliere
- Il sassofono che prende il posto della voce, piegando le note con fiato e vibrato
- Le trame percussive che evocano pioggia, passi e campane lontane
- Il violino che sussurra nel registro acuto negli arrangiamenti più intimi
- Cambi di tonalità inaspettati che collegano una tradizione all'altra
- Silenzi tra un brano e l'altro, riempiti solo dal canto delle cicale e dal fruscio dei passi sulla pietra
Consigli pratici per godersi la serata
Arrivate in anticipo per assicurarvi un posto sui gradini di pietra, oppure portate una sedia pieghevole: la disposizione è informale. Il concerto inizia di solito al tramonto, così il cielo accompagna la musica virando dall'ambra al blu notte. Il centro storico di Surano si gira a piedi in venti minuti: approfittatene per esplorare i vicoli prima del concerto e fermatevi per un caffè in uno dei bar storici. Dopo lo spettacolo, molti locali si ritrovano per cena nelle trattorie del borgo, dove assaggiare orecchiette fatte a mano e agnello cotto a fuoco lento con erbe delle Serre.
Se vi fermate per il weekend, abbinate il concerto a una visita mattutina alla cripta affrescata di Santa Maria delle Grazie appena fuori paese, oppure scendete in un quarto d'ora verso le grotte e le calette di Castro. L'altitudine di Surano regala brezze fresche anche in piena estate, un contrappunto perfetto alle giornate in spiaggia sull'Adriatico.
