Nella piccola frazione costiera di Torre Vado, pochi chilometri a sud delle celebri spiagge di Pescoluse, la Sala Polivalente si trasforma in spazio d'arte con una mostra che ribalta il rapporto tra paesaggio e astrazione. I collage di Gianni Valbonesi — raccolti sotto il titolo Cieli geometrici, mari di carta — invitano chi arriva dal mare a scoprire come forbici, colla e frammenti di carta possano restituire l'essenza della costa ionica meglio di qualsiasi fotografia.
La geometria della luce costiera
Le opere di Valbonesi partono dalla linea d'orizzonte, quel taglio netto dove il cielo incontra il mare, e lo traducono in stratificazioni cromatiche e formali che evocano senza mai illustrare. I toni dell'oltremare profondo si alternano all'ocra delle dune, al bianco accecante della calce, al verde brunito della macchia mediterranea. Ogni composizione è costruita sovrapponendo ritagli di carta stampata e dipinta, in un processo artigianale che richiede pazienza e precisione quasi chirurgica.
Non aspettatevi cartoline illustrate: Valbonesi non dipinge Torre Vado, ma ne cattura il tempo sospeso, il ritmo ipnotico delle onde, il calore minerale della pietra sotto il sole di luglio. Sono mappe emotive, geografie interiori che chi conosce la costa riconosce immediatamente.
Una sala che respira con le opere
La Sala Polivalente di Torre Vado non ha le pretese di una galleria metropolitana, e questa semplicità diventa un valore. Le pareti bianche, i pavimenti in cotto, l'acustica silenziosa creano un ambiente raccolto e meditativo, lontano dalla frenesia estiva delle spiagge. Nei pomeriggi più tranquilli, l'unico suono è il fruscio del mare a poche centinaia di metri.
L'accessibilità della mostra — gratuita, informale, priva di code — la rende una sosta culturale perfetta per chi vuole intervallare giornate di mare con momenti di riflessione. Non serve essere esperti d'arte: basta lasciarsi attraversare dalle geometrie e dai colori.
- Visita nel tardo pomeriggio, quando la luce dalle finestre alte si fa più dolce e la sala si rinfresca
- Abbina la mostra a una passeggiata fino ai resti della torre costiera, a pochi passi
- Prosegui con una cena di ricci di mare e rosato locale in una delle trattorie sul lungomare
- Controlla il profilo Instagram per eventuali incontri con l'artista o eventi di chiusura
- Torre Vado è perfetta come tappa intermedia tra Leuca e Pescoluse, lungo la costa ionica
Il valore dell'analogico
In un'epoca in cui l'arte si consuma troppo spesso come thumbnail sullo schermo, la tecnica di Valbonesi — tagliare, sovrapporre, incollare a mano — rivendica una lentezza necessaria. C'è una fisicità artigianale nel collage che dialoga con il ritmo stesso di Torre Vado: misurato, concreto, radicato nella materia. La mostra non urla, sussurra, come le cicale nella macchia dietro la spiaggia.
Per chi conosce la Puglia solo attraverso il barocco leccese o i trulli della Valle d'Itria, questa esposizione ricorda che l'energia creativa della regione arriva fino ai borghi più piccoli della costa. Torre Vado è un punto sulla mappa, ma per qualche settimana diventa anche una meta culturale che vale la deviazione.
